Prima cosa: VeriFactu non sostituisce la lettera di vettura né il DeCA
È la confusione più ripetuta del settore, e si capisce: tra il 2026 e il 2027 si sovrappongono tre digitalizzazioni diverse e tutte parlano di codici QR. Conviene separarle una volta per tutte, perché dipendono da amministrazioni diverse e rispettare l’una non ti esonera dall’altra.
| Obbligo | Che cosa documenta? | Chi lo disciplina? | Da quando? |
|---|---|---|---|
| DeCA | Il documento di controllo amministrativo della spedizione: chi trasporta che cosa, da dove a dove | Ministerio de Transportes y Movilidad Sostenible (Ministero dei Trasporti e della Mobilità Sostenibile) | 5 ottobre 2026, per il trasporto pubblico interno |
| eCMR | La lettera di vettura del trasporto internazionale, in versione elettronica | Convenzione CMR e suo Protocollo addizionale | Facoltativa: sostituisce la carta con gli stessi effetti |
| VeriFactu | La fattura del nolo, e come la genera e la registra il tuo programma | Agencia Tributaria (l’Agenzia delle Entrate spagnola) | 1° gennaio 2027 e 1° luglio 2027 |
In altre parole: il DeCA viaggia in cabina, VeriFactu resta in ufficio. Se ti interessa il primo, lo approfondiamo in DeCA obbligatorio il 5 ottobre 2026. Qui ci occupiamo del secondo.
Che cos’è VeriFactu, in una frase da trasportatore
Il tuo programma di fatturazione smette di essere un editor di documenti e diventa un registratore. Ogni volta che emetti una fattura, il sistema genera in parallelo un registro di fatturazione di alta (cioè di emissione), lo concatena con l’impronta del registro precedente e —nella modalità VERI*FACTU— lo invia all’Agencia Tributaria in quello stesso momento. La base è nel Real Decreto 1007/2023 e nella Orden HAC/1177/2024, che fissa le specifiche tecniche.
La conseguenza pratica sta in una riga: una fattura emessa non si può più modificare. E nel trasporto questo si scontra frontalmente con un’abitudine molto diffusa.
L’abitudine che finisce: «entra nella fattura e cambiami il prezzo»
In un’impresa di noli, la fattura viene rifatta di continuo. Il cliente contesta un’attesa, spunta un chilometraggio misurato male, il gasolio del mese viene applicato con un altro indice, o il responsabile del traffico si accorge che il nolo era a tariffa vecchia. Fino a oggi, la soluzione in quasi qualsiasi programma era aprire la fattura e correggere il numero.
Con VeriFactu questo non è più possibile. L’articolo 8.2.a) del Regolamento richiede che, una volta generati e registrati, i dati non possano essere alterati senza che il sistema lo rilevi, e che qualsiasi correzione avvenga mediante un registro successivo aggiuntivo che conservi inalterato l’originale. Cioè: una fattura rettificativa. E se la fattura era stata emessa direttamente in modo errato, un registro di fatturazione di annullamento (articolo 11), che nemmeno lui cancella nulla: dà conto del fatto che quel documento è stato annullato.
Una volta generati e registrati, non possano essere alterati senza che il sistema informatico lo rilevi.Real Decreto 1007/2023 — articolo 8.2.a)
Non è un capriccio del software: è l’obiettivo dichiarato della norma, porre fine al cosiddetto software a doppio uso. Per il traffico quotidiano significa che il controllo di prezzi e voci va spostato prima della fattura, all’ordine e al DDT, perché dopo non c’è più una marcia indietro silenziosa.
Il caso che fa più male: la fattura mensile raggruppata per DDT
La maggior parte delle imprese di trasporto non fattura nolo per nolo: accumula i servizi del mese ed emette una fattura per cliente, con i suoi DDT o lettere di vettura dietro ogni riga. Quel modello resta perfettamente valido —VeriFactu non obbliga a fatturare ogni spedizione—, ma cambia il punto di non ritorno.
- Prima di fatturare, i DDT sono documenti interni: si correggono, si riassegnano a un altro cliente, si ritariffano e non succede nulla.
- Al momento di fatturare, nasce il registro di alta con la sua impronta. Da lì in poi, toccare un DDT già fatturato non sistema la fattura: obbliga a una rettifica.
Per questo l’ordine di lavoro conta più che mai: chiudere la valorizzazione del mese, rivedere, e solo allora fatturare. Un buon sistema dovrebbe mostrarti quali DDT sono ancora da valorizzare prima di lasciarti lanciare la fatturazione mensile, non dopo.
L’autofattura del caricatore: chi adempie quando non fatturi tu
È una figura abituale con grandi caricatori, cooperative e operatori logistici: non è il vettore a emettere la fattura, ma il cliente, che autoliquida i noli del mese e ti manda il documento già fatto. La domanda ovvia è di chi sia allora l’obbligo.
L’articolo 6 del Regolamento ammette che gli obblighi siano adempiuti dal destinatario dell’operazione o da un terzo, ma aggiunge una cautela da leggere con calma: ciò non esonera il soggetto passivo che effettua la prestazione del servizio. Tradotto: anche se materialmente fattura il caricatore, il vettore non resta fuori. Se lavori con l’autofattura, questo entra nella conversazione con il tuo cliente prima del 2027, non dopo.
Più società che fatturano: serie e numerazione
Il trasporto è pieno di gruppi con due o tre società —quella del trasporto, quella della cisterna a noleggio, quella del lavaggio— e con serie di fatturazione diverse per attività o per filiale. VeriFactu non lo impedisce, ma obbliga ciascuna serie a mantenere la propria numerazione progressiva e la propria catena di impronte, senza mescolarsi.
È un dettaglio che si trascura nella scelta del software e che poi costa caro: un sistema che tratti le aziende del gruppo come un semplice filtro visivo, e non come emittenti indipendenti con la propria numerazione e il proprio concatenamento, ti darà un problema il primo giorno. Se inoltre ogni società emette con il proprio certificato, deve poter essere configurata separatamente.
Che cosa vedrà il tuo cliente nel PDF
Due elementi nuovi, entrambi obbligatori:
- Un codice QR sulla fattura, con il contenuto parziale del documento. La Orden HAC/1177/2024 arriva al punto di richiedere una dimensione tra 30 e 40 millimetri e lo standard ISO/IEC 18004; il QR contiene il NIF dell’emittente, il numero di fattura, la data e l’importo.
- Una dicitura, che non è la stessa nei due casi: se il sistema invia i registri all’Agencia Tributaria, la fattura riporta la menzione «VERI*FACTU»; se non li invia, la frase è «Factura verificable en la sede electrónica de la AEAT» (fattura verificabile nella sede elettronica dell’AEAT).
Con quel QR, il tuo cliente può verificare da solo che la fattura che gli hai inviato sia stata davvero dichiarata. È, in pratica, un sigillo di fiducia sulla tua fatturazione.
Se sei nel SII, questo non ti riguarda
Conviene dirlo subito, perché riguarda molte imprese di trasporto di una certa dimensione. L’articolo 3.3 del Regolamento esclude da questi obblighi chi tiene i registri IVA tramite la sede elettronica dell’Agencia Tributaria ai sensi dell’articolo 62.6 del Regolamento dell’IVA: chi aderisce al Suministro Inmediato de Información (SII, sistema di fornitura immediata di informazioni). Se la tua impresa è già nel SII —per volume di operazioni, perché iscritta al REDEME o perché tassata in regime di gruppo—, VeriFactu non si applica a te.
E se non lo sei ma ti avvicini alla soglia, vale la pena fare i conti prima di investire per adeguare qualcosa.
Il «software omologato da Hacienda» non esiste
Lo vedrai negli annunci e nelle telefonate commerciali da qui al 2027. Non esiste alcuna omologazione preventiva dell’Agencia Tributaria. Ciò che la norma richiede è altro: una dichiarazione responsabile del produttore del software (articolo 13), rilasciata per ogni versione del sistema, che deve risultare per iscritto e in modo visibile nel programma stesso ed essere consegnata a clienti e distributori.
È la domanda più utile che puoi fare al tuo fornitore: mostrami la dichiarazione responsabile della versione che sto usando. Se esiste, ce l’avrà a portata di mano e potrà fornirtela in PDF. Se no, sai già a che punto è.
E non è una pratica da poco. L’articolo 201 bis della Ley General Tributaria (legge generale tributaria), introdotto dalla Ley 11/2021, sanziona con una multa fissa di 150.000 euro per esercizio e tipo di sistema chi produce o commercializza programmi non conformi, e con 50.000 euro per esercizio il mero possesso di sistemi non certificati pur dovendolo essere. La seconda cifra riguarda l’utente, non lo sviluppatore.
Che cosa chiedere al tuo TMS prima del 2027
- La dichiarazione responsabile della versione specifica che usi, con il suo codice di sistema e il suo identificativo di versione.
- Registro di alta e di annullamento generati in modo automatico all’emissione, non come un passaggio manuale che qualcuno può dimenticare.
- Concatenamento verificabile: che tu possa verificare che la catena delle impronte sia integra, e che il sistema ti avvisi se si interrompe.
- Nuovo tentativo in caso di interruzioni. La sede dell’Agencia Tributaria non è sempre disponibile; il sistema deve ritentare l’invio da solo e lasciarne traccia, senza bloccare la tua fatturazione della giornata.
- Numerazione e certificato per società, se fatturi da più di una.
- Rettifiche vere, con il loro motivo e il collegamento alla fattura originale, al posto della vecchia abitudine di riaprire il documento.
- Che la fattura nasca dall’ordine: se bisogna ridigitare il nolo, il chilometraggio o l’attesa, l’errore entra comunque e ora non si cancella più.
Fonti ufficiali
- Real Decreto 1007/2023, del 5 dicembre, Regolamento sui requisiti dei sistemi informatici di fatturazione (BOE-A-2023-24840). boe.es
- Orden HAC/1177/2024, del 17 ottobre, sulle specifiche tecniche (BOE-A-2024-22138). boe.es
- Real Decreto-ley 15/2025, del 2 dicembre, articolo 3 — nuovi termini di adeguamento (BOE-A-2025-24446). boe.es
- Ley 58/2003, General Tributaria, articolo 201 bis, introdotto dalla Ley 11/2021, del 9 luglio (BOE-A-2021-11473). boe.es
- Agencia Tributaria — Sistemas Informáticos de Facturación (SIF) e VERI*FACTU. sede.agenciatributaria.gob.es